All’inizio del nuovo millennio, Bologna era già la capitale di fatto del Blood Bowl d’Italia, ma era difficile rendersene conto perché non c’era un vero movimento nazionale e le notizie si propagavano a voce nei pochi tornei che c’erano, che erano tutti da un giorno e tre partite.

Gli allenatori felsinei si muovevano e conquistavano i tornei di cui si scopriva a fatica l’esistenza, tipicamente finendo a giocarsi la vittoria finale in base ai criteri di spareggio, perché con sole tre partite era frequente che si finisse a pari punti. Per capire la portata del movimento bolognese rispetto agli altri, esempio perfetto fu il torneo alla Polisportiva Sacca di Modena in cui dei dieci partecipanti al torneo addirittura nove erano bolognesi.

Il punto focale dell’anno della palla ovale con le punte era allora il Grand Tournament di Blood Bowl, che Games Workshop Italia organizzava a dicembre durante i Giochi Sforzeschi di Milano al Palazzo delle Stelline. Era di fatto il campionato italiano, ma riceveva scarsa attenzione perché era considerato giusto “un eventino” a supporto dei Campionati Italiani di Warhammer e Warhammer 40.000 sull’unica fonte di informazione che c’era allora, cioè White Dwarf. Si trattava della rivista mensile di GW, che ovviamente dedicava pagine e pagine agli eventi dei due giochi principali , mentre per il GT giusto una paginetta in bianco e nero, redatta con scarsa attenzione. Celebre l’edizione in cui il torneo fu vinto dal bolognese Gianluca Lazzeri, che addirittura nella didascalia sotto la foto fu chiamato Gianluca Farina (che era quello che aveva vinto il Premo Sportività nel C.I. di Warhammer). Fu per questo che da allora il Grande Vecchio del BB italiano è diventato per tutti solo “Farina” (credit a Massimo "Roller" Banal)

Però nel novembre del 2003 il bolognese Fulvio “Aramil” Cavicchi scoprì ad Amsterdam i tornei da due giorni di Blood Bowl, in occasione della prima edizione della “Old World Cup” (dalla seconda edizione è poi diventato per tutti l’Euro Bowl), cioè il campionato europeo per nazioni, per cui lui aveva “inventaeto” la squadra italiana. Rimase talmente colpito dalla bellezza dell’evento che decise di tornare nella città dei Paesi Bassi il febbraio seguente e prendere parte al Dutch Open, ai tempi il torneo continentale più famoso ed importante, con partecipanti anche da Belgio, Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna…

Era una vera gioia per gli occhi e lo spirito dei malati di Blood Bowl e questo lo convinse che anche l’Italia e soprattutto Bologna dovevano averne la loro versione: fu così che nacque l’Italian Open!

La prima edizione fu organizzata in un albergo in centro a Bologna che adesso non esiste più, l’Hotel del Pallone, che forniva ai partecipanti al torneo sia il luogo dove giocare che dove mangiare e anche dormire. Fu un successo perché si presentarono addirittura 50 persone, con ben 10 provenienti dall’estero! Si conobbero tantissimi volti nuovi che di solito giocavano solo nelle rispettive leghe locali. Il primo vincitore dell’?i’Italian Open fu Luca “Panico” Panicucci, una vera colonna portante del movimento italiano per tanti a seguire e di fatto un bolognese/emiliano adottato, visto che lui è originario di Spezia ma è stato a Bologna che ha “studiato” il Blood Bowl e poi ha vissuto per anni a Modena prima di spostarsi a Parma.

L’Italian Open fu così impattante per il movimento italiano che spinse tanti altri a organizzare i propri tornei da due giorni, perchè potendo fare l’intero fine settimana via la gente accettava di più di fare viaggi più lunghi, così da non dover fare andata e ritorno nella stessa giornata.

Dopo le prime due edizioni in via del Pallone, nel 2006 l’evento si spostò a Modena, in occasione del ModCon, una fiera del gioco che stava crescendo sempre più e difatti è poi diventata prima Modena Play e adesso Play – Festival del Gioco. Anche questa edizione fu vinta da un bolognese, dopo il successo di Stefano “Ciccio” Flores” del 2005 fu Giuseppe “Beppe” Viti a conquistare il primo dei suoi tre IO (unico ad esserci mai riuscito). Fu anche la prima volta che ogni iscritto riceveva una miniatura. Quesll’anno fu il celebre “Pizzling”, cioè l’halfling pizzaiolo realizzato da Impact! Miniatures, disegnato da Melvin de Voor e scolpito da Mike „Fubar“ Thorpe.

Nel 2007 si giocò nella sede della Torre d’Avorio, quella che ai tempi era la terza ludoteca di Bologna dopo il Sacro Ordine della Piada nella Roccia e la Taverna di Gargantua e il successo di Emiliano “Liam” Boni fu la prima volta che la coppa andò ad un allenatore non di scuola felsinea (anche se poi non viaggiò molto distante, andando a finire a Carpi).

Quella 2008 fu la prima edizione in cui il torneo si tenne alla Sala Cuppini di Castenaso e scese a cinque partite, adottando completamente il formato del Dutch Open di Amsterdam. Ormai praticamente tutti i tornei italiani erano diventati da due giorni e la competitività era diventata molto elevata, anche per cercare di mettersi in mostra e magari farsi coinvolgere dal Commissario Tecnico della Nazionale. Così Fulvio decise di copiare il Dutch Open anche nel suo formato, per permettere alla gente di avere più tempo per fare gruppo, non doversi svegliare presto la mattina di domenica e poter così restare in compagnia la sera di sabato, ma comunque poter partire con comodo per tornare a casa la domenica pomeriggio. Ma il pubblico italiano non apprezzò mai questa scelta e dopo un secondo tentativo, nel 2010 si tornò a sei sfide, nella prima edizione vinta da un allenatore non emiliano, con la vittoria del buon Spartako da Roma.

Ma già l’anno prima si era avuta una prima volta: la prima vittoria elfica nel torneo che da sampre ha un trofeo speciale dedicato apposta per gli orecchie punta! Merito di Paolino “Dirold” Della Casa e dei suoi Elfi Pro (ora chiamati Elven Union).

Dopo quattro anni a Castenaso, per il 2012 il torneo tornò in centro a Bologna, spostandosi nel negozio Games Academy a Porta San Felice, che vide la seconda vittoria di Beppe. Mentre per l’edizione del decennale ci si spostò di poco, andando in via San Felice alla sede della Tana dei Goblin, dove vinse il romagnolo Massimo “Rolex” Rolli.
Quell’edizione fu anche l’inizio di una collaborazione con il torneo di Brussels, e con il successo veniva assegnato anche il volo aereo per partecipare all’evento belga!

Anche nel 2014 il torneo si disputò alla Tana dei Goblin, mentre dal 2015 si spostò subito fuori dai viali di circonvallazione in via Ranzani.

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